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Trento
27 ottobre | 19:43

Dalla vulvodinia all'endometriosi, sì al riconoscimento delle "patologie invisibili femminili". Zanella: "Impattanti sulla vita relazionale e sociale di molte donne"

E' stata approvata all'unanimità in Consiglio provinciale la mozione del consigliere di Futura per impegnare la Giunta a riconoscere queste malattie. Zanella: "Considerare il loro inserimento nei Lea e accrescere le competenze dei sanitari, promuovere campagne informative". Segnana: "Vulvodinia? Ne soffre tra il 12 e il 16% della popolazione femminile"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. Sì al riconoscimento delle "patologie invisibili femminili" dalla vulvodinia all'enometriosi e altre malattie che colpiscono in prevalenza le donne. E' questa la riposta della Giunta provinciale alla mozione del consigliere di Futura, Paolo Zanella (sottoscritta anche dai colleghi del Patt Paola Demagri e del Pd Luca Zeni), approvata oggi (27 ottobre) all'unanimità in Consiglio con alcune modifiche concordate con l’assessora alla Salute Stefania Segnana.

 

Vulvodinia, neuropatia del pudendo, endometriosi e adenomiosi sono solo alcune delle "patologie invisibili" che possono risultare invalidanti, impattando sulla vita relazionale e sociale, in particolare delle donne e di cui soltanto ora si sta cominciando a prendere consapevolezza.

 

Per questo oggi la Giunta ha deciso di impegnarsi "a considerare il loro inserimento negli extra Lea provinciali e comunque di sollecitare la Conferenza Stato - Regione affinché vengano inserite nei Lea nazionali; ad avviare un accrescimento delle competenze dei sanitari che possono incontrare persone affette da queste patologie; a promuovere campagne informative, in particolar modo nelle scuole; a favorire una presa in carico multidisciplinare con percorsi diagnostico terapeutici assistenziali e riabilitativi dedicati".

 

Tali patologie infatti ad oggi non rientrano nei Lea, a parte l'endometriosi di terzo e quarto stadio, "il che comporta ingenti esborsi di denaro per diagnosi - spesso ritardate - e terapie, minando l'accesso alle cure di molte donne".

 

Dalla Provincia di Trento viene compiuto un primo passo verso il riconoscimento di queste malattie: "Siamo orgogliosi di averlo promosso, - conclude Zanella - insieme al Comitato vulvodinia e neuropatia del pudendo".

Segnana ha segnalato l’interesse politico emerso a livello nazionale e in altre regioni nei confronti di queste malattie invalidanti per la salute femminile. "Di vulvodinia soffre una percentuale tra il 12 e il 16% della popolazione femminile -  riporta-. Si prevede l’inserimento di questa patologia in un registro nazionale che sarà costituito e nei Lea".

 

In provincia di Trento, prosegue l'assessora, "la presa in carico di questa e delle altre patologie menzionate è assicurata dall’Apss. Vi sono specialisti che se ne occupano anche con il personale ostetrico. Vi sono anche rari pazienti maschi affetti da queste patologie. Sono 2-3 i pazienti all’anno affetti da vulvodinia che si rivolgono alle cure ospedaliere e per loro è dedicato un percorso assistenziale apposito". Inoltre l’Apss è "in fase di avanzata predisposizione di interventi ad hoc per chi è colpito da queste malattie del pavimento pelvico".

 

Un percorso più strutturato dedicato a queste malattie, e in particolare alla neuropatia del pudendo, sostiene Demagri, "ne favorisce la cura. Spesso i soggetti che ne sono affetti faticano a rivelare il dolore che provoca. Quindi individuare nel registro extra Lea queste patologie e assicurare la presa in carico di questi malati significa andare incontro a chi ne soffre. I pazienti affetti da queste malattie rare e possono essere assistiti e accompagnati in un percorso di cura".

Zeni aggiunge che "le persone affette da queste patologie vivono un disagio e una subiscono una sofferenza invalidante - conclude -. Bene quindi la volontà di farsi carico di questi casi perché l’assessorato dia impulso all’Apss per fronteggiare sempre meglio questa problematica".

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